No, non è un errore. Ho scritto “Raggia” volontariamente. Nel mio dialetto, quello siculo, il termine “Raggia”, significa ira, rabbia. Un sentimento comune un po’ a tutti noi, chi più e chi meno.

Ma per il soggetto visibile nella foto, il termine “Raggia” sostituisce degnamente il suo vero nome.

Mi rivolgo a “Raggia”, come se lo avessi davanti agli occhi dopo che ieri, in auto, mentre fumava una bella sigaretta, parlava con dei tifosi giallorossi, che hanno pensato bene di fare un video mentre “Raggia” esponeva concetti di una profondità che “Abisso Laurenziano fatti da parte”.

Prima dichiarazione: “Io odio la Juve, l’ho sempre odiata, anche prime di approdare al Cagliari”.

Giornalista: Caro “Raggia”, ci odi? E chi se ne frega? Stai tranquillo che il tuo odio non ci porterà via il sonno. E giusto per lasciarti tranquillo, anche tu non è che sei nei poster delle nostre camere. Quindi è un sentimento pienamente ricambiato, come dimostrato dallo scambio di tweet che spesso hai avuto coi tifosi bianconeri.

Seconda dichiarazione: “Odio la Juve, perché vince sempre con un rigore o punizione. Sono venuto alla Roma proprio per battere la Juve che vince sempre grazie a questi aiuti”.

Giornalista: Caro “Raggia”, ma parli proprio tu di rigori e punizioni? Quest’anno (e non solo) vi hanno praticamente regalato qualcosa ad ogni partita, siamo già a dieci rigori, di cui almeno la metà a dir poco comici. E nonostante tutto state già a sette punti. Ci credo che la “Raggia” aumenta di giornata in giornata. Nonostante i doni a voi elargiti e i rigori incredibilmente netti a noi negati, state ben lontani.

Terza dichiarazione: “Allo Juventus Stadium col Cagliari non ho mai perso, abbiamo pareggiato”.

Giornalista: Ellamadonna “Raggia”. Che imprese, le hai messe sul curriculum? Certo che è decisamente gratificante non perdere allo Stadium, piuttosto che alzare la Coppa Scudetto a Maggio. In compenso da quando indossi la casacca giallorossa, dallo Stadium sei sempre uscito con le ossa rotte.

Quarta dichiarazione: “Non mi frega un c…. di diventare come Totti”.

Giornalista: “Raggia”, ma ti rendi conto di ciò che hai detto? Lo sai che il Pupone a Roma conta più di Papa Francesco? Lo sai che oggi nello spogliatoio potresti passare un guaio?

Adesso possiamo fare delle considerazioni prettamente personali.

Dalle parole uscite dalla bocca di “Raggia”, sembra evidente che il ragazzo abbia più tatuaggi che neuroni. Ma non è colpa sua, è colpa dell’ambiente in cui vive, quello romano, uguale a quello napoletano o milanese. A quelle latitudini sei praticamente costretto a dichiarare l’odio verso la Juve, è una sorta di lasciapassare, senza il quale probabilmente faresti fatica a camminare per strada. “Raggia” spesso dice che la Juve l’ha cercato in passato. Non so se sia vero, forse si. Di sicuro oggi “Raggia” non sarebbe mai un giocatore richiesto dalla Juventus. In Corso Galileo Ferraris scelgono prima gli uomini, poi i calciatori.

E sarei tanto, ma tanto curioso, di mettere “Raggia” di fronte a Buffon o Bonucci. Gli chiederei di ripetere in faccia ai giocatori bianconeri le stesse parole. Sono sicuro che non avrebbe lo stesso coraggio avuto quando mise le mani addosso alla moglie in pubblico.

Caro “Raggia”, tu la Juve potrai guardarla solo da lontano e con tanta invidia. E ricordati una cosa, i tweet con l’espressione “Ooooooops”, la prossima volta falli magari alla penultima giornata con 6 punti di vantaggio. Farli alla seconda di andata, rischia di diventare controproducente, per te e per il fegato dei tuoi seguaci.

Fonte immagine: chelseanews24.com

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