Articolo di Maurizio Borio

E’ stato il primo grande acquisto estivo di Marotta, uno dei nomi altisonanti che avrebbero dovuto garantire esperienza e classe per una squadra ormai matura per giocarsi pienamente le proprie carte in Champions League.

Il pedigree di 27 trofei con la maglia blaugrana e quasi 100 presenze in verdeoro facevano del 33enne terzino destro un solidissimo upgrade per la formazione di Allegri.

Ma, come spesso capita, il prato verde ha fornito sinora altri responsi, se non negativi, certamente contrastanti.

Le prove sin qui disputate, al di là di alcune segnature piuttosto fortunose, si sono rivelate tutt’altro che esaltanti.

Il brasiliano ha denotato difficoltà ad adattarsi al gioco del tecnico livornese, chiamato a limitare le folate offensive che lo avevano reso celebre a Barcellona e nel contempo a curare maggiormente la fase difensiva, lì dove le sue amnesie hanno spesso causato inusuali stranguglioni dalle parti di Buffon.

Il dinamico Dani, noto anche per le stravaganti mise con cui si presentava spesso alla stampa spagnola, ha fatto dunque più parlare di sé fuori che dentro il rettangolo di gioco, grazie alle spacconate postate con solerzia sui social ed i video musicali in cui ha coinvolto più di un compagno di squadra.

Insomma, pur non mancando di professionalità, è parso più interessato a godersi una meritata e lucrosa pensione piuttosto che gettare l’anima in campo.

Il tutto culminato con la disastrosa prestazione bianconera contro il Genoa, in cui il povero Alves ha dovuto incolpevolmente destreggiarsi in una indigesta difesa a tre, e con un brutto infortunio al perone che lo terrà a lungo lontano dal campo.

C’è chi silenziosamente pensa che sarà un bene.

A lui il compito di smentire le malelingue e dimostrare di avere ancora nel serbatoio parecchie energie utili alla causa, magari proprio nelle fasi decisive della stagione.

MAURIZIO BORIO

Post correlati

Lascia una risposta

Commenta per primo!

Opzioni di notifica:
avatar
wpDiscuz