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Raccontaci come è nata la tua passione per la Juventus Leo.

“E’ una passione che nasce da lontano, di certo non è stato mio padre che incredibilmente tifa Inter!!!! La passione per la Juve la devo a mio cugino Mauro, era così tifoso che non mangiava la pasta barilla perchè era lo sponsor della Roma. Fu lui che quando ero molto piccolo mi regalò la maglia di Platini e da allora l’amore per la juve non mi ha più abbandonato”.

Sei legato ad un ricordo in particolare riguardo la nostra signora?

“Senza dubbio il giorno dell’addio di Del Piero, io ero allo stadio e si respirava un’aria surreale, tutti con gli occhi lucidi, come se tutto lo stadio fosse avvolto da una nebbia di emozione… un giorno davvero intenso, si mescolavano molte cose dentro e quelle sensazioni mi sono rimaste addosso ancora oggi”.

Che sensazioni hai quest’anno,riguardo la Champions League?

“La Champions è  una competizione piena di variabili (spazzaaaaaa Evraaaaa). A volte basta davvero un soffio di vento per far cambiare tutto, di certo con il tempo la nostra mentalità è cambiata. Anche dopo il sorteggio con il Barcellona ho visto la società, i giocatori e l’allenatore privi di alcun timore reverenziale e forse è questa la differenza rispetto agli altri anni, siamo più consapevoli di noi stessi e del ruolo che ormai abbiamo in Europa”.

Come nasce “LEOMINA”?

“La maglia Leomina nasce prima del personaggio, mi è sempre piaciuto giocare con le parole, un po’ come si vede anche nelle mie canzoni, fino a due anni fa la mia maglia era “LEORENTE”, quando poi Fernando ci ha lasciato ho dovuto trovare un sostituto e con Lemina bastava aggiungere una lettera. Le canzoni invece sono nate per caso, ne ho sempre scritte per divertirmi con gli amici, poi ne ha sentita una Massimo Zampini ed insieme a Luca Momblano mi hanno proposto di farne una per ogni giornata di campionato, all’inizio mi sembrava difficile ma mi sono buttato ed posso dire di essere molto soddisfatto del risultato”.

Noi di JuWelcome ti seguiamo da tempo ormai, l’ispirazione, da dove vien fuori?

“Sono un appassionato di cantautori, nel mio Mp3 non mancano mai De Andrè, Guccini, Vecchioni, Fossati ecc. Mi piace come riescono a trasformare momenti di vita in parole e musica. Il calcio è comunque uno spaccato della vita di tutti i giorni e nelle mie canzoni cerco di riassumere quello che mi colpisce della giornata di campionato e tutto ciò che ci gira intorno. A differenza di prima, quando guardo la partita ora, prendo appunti, poi metto a suonare note a caso ed aspetto che arrivi la melodia giusta. Io sono abbonato allo Stadium e forse quando sono lì è più facile cogliere i particolari della partita”.

Notorietà vuol dire anche essere esposto a critiche, le accetti di buon grado?

“Ma si, io cerco di essere più ironico possibile, anche perché ho notato che ci si prende un po’ troppo sul serio, spesso dimentichiamo che il calcio è comunque un gioco e se smettiamo di divertirci ci perdiamo il meglio.
Raffigurarci, come se fosse un titolo di una tua canzone, tutto quello che accade attorno alla Juventus in questo periodo. In questo momento particolare se penso al caso Agnelli, parafrasando Fossati mi viene in mente “I nemici che girano intorno”, forse mai come in questo momento siamo accerchiati da tutti i lati”.

In caso di vittoria della Champions,che fai?

“Taglio la barba, cosa che non succede da tantissimi anni e non mangio pasta per un mese e ti assicuro che per un mangione come me è un sacrificio immane”.

In caso di sconfitta?

“Scappoooooo! Scherzo, in caso di sconfitta mi metto in trincea per difendermi dai gufi che non stanno aspettando altro”.

Oltre la musica e lo sport,hai altre passioni?

“Ne ho parecchie, gioco a tennis, leggo molto, ho fatto qualche anno improvvisazione teatrale, oltre all’Ukulele strimpello la chitarra e come detto sopra anche il cibo  è certamente una mia  grande passione”.

Quali fra le tue opere canore è la tua preferita? Perché?

“Hi hi hi Higuain a parte che credo sia davvero molto carina, sono legato ad un altro paio di canzoni, la prima è quella che ha riscosso meno successo, si intitola “ I Witsel dell’amore”. L’ho scritta dopo il mancato arrivo di Witsel e mescola un po’ il gioco del calcio con una storia d’amore tanto idealizzata ma finita male e poi c’è “la ballata dell’olandese” una vera e propria canzone, l’unica fatta con la chitarra per sfottere un po’ gli interisti che dopo Calciopoli sono diventati il nemico numero uno. Se mi permetti vorrei citare anche quella scritta dopo Juve-Sampdoria, “E poi ti rialzi”. Io sono di Perugia e ricordo che a metà del primo tempo c’è stato un fortissimo terremoto ed anche lì ho provato a mescolare il calcio con il brutto momento passato da tanti miei concittadini”.

Ma quei due che hai alle spalle nella canzone “DIN DON”,chi sono?

“Sono due miei carissimi amici, Fabio e Manuel, siamo cresciuti insieme sia nelle esperienze della vita che nella passione per la Juve, la sera che abbiamo registrato Din Don, abbiamo fatto almeno 20 prove, scoppiavamo a ridere in continuazione. Certamente li rivedrete in qualche canzone”.

Grazie di tutto Leonardo,è stato un piacere averti fra noi! Un grande abbraccio Bianconero!!!

“Grazie a voi e fino alla fine Forza Juveee!”

Antonio Santoro redattore di JuWelcome.com

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