“Il rigore c’era, ma se me lo danno contro mi arrabbio”. Queste le allucinanti parole di Luciano Spalletti, alla fine di Roma-Cesena, partita valida per l’accesso alle semifinali di Coppa Italia. L’ha decisa Totti, anche lui straconvinto che il rigore battuto al minuto 97, fosse netto (vorrei dire che a 40 anni non è più lucido, ma siccome è sempre stato il primo piagnone giallorosso, la scusa anagrafica non regge). Ora non stiamo qui a dire che la “seconda forza del campionato”, è stata spesso in balia dei romagnoli, terz’ultimi nel campionato cadetto. Ma ci soffermiamo in maniera decisa sulle parole del mister giallorosso. Ci piacerebbe tanto poter chiedere al tecnico toscano, cosa intendesse dire realmente, perché ieri sera è parsa evidente una sola cosa, a tutti. Cioè che la Roma DOVEVA andare avanti, possibilmente evitando i supplementari. E così è stato. Un rigore farlocco procuratosi da Strootman (ormai l’olandese vincerà il premio fair play per l’anno 2017), gentilmente concesso dal direttore di gara, il sig. Maresca di Napoli. Non crediamo alla malafede, sia chiaro. Crediamo invece nell’audience, perché diciamocelo, un Lazio-Cesena in semifinale, avrebbe attirato meno attenzioni di un bel derby capitolino con gare di andata e ritorno. E allora torniamo a noi. Uccidiamo questo campionato, facciamoli impazzire e se possibile, proviamo ad alzargli la coppa in faccia, in casa loro, come fecero pochi anni fa i loro cugini biancocelesti.

Fonte immagine: forzaroma.info

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