ndemarchiAbbiamo il piacere di ospitare sul nostro sito Nicolò De Marchi, l’ eroe di Berlino. Un ragazzo eccezionale, che con la sua forza di volontà, è riuscito in una grande impresa. Lui è stato il vero vincitore della Champions League, ha inseguito un sogno, e lo ha realizzato potendo assistere alla Finale tra Juventus e Barcellona. Ha vinto la sfida lanciata dalla Società bianconera, ed ha percorso a piedi e in bici la tratta Torino – Berlino, tenendo in ansia il popolo bianconero. Una vera e propria avventura, così come ci racconta Nicolò in questa intervista.

Come sei riuscito ad aggiudicarti la chance di ottenere un biglietto per Berlino?
Bisogna premettere innanzitutto che non si trattava di un concorso, quindi quando il giorno prima della semifinale di andata con il Real Madrid ho scritto quel tweet non mi sarei mai aspettato che si realizzasse tutto ciò. Ho scritto quel tweet per essere considerato dalla Juventus con un semplice retweet o affinché mi mettesse tra i preferiti. Non accadde. Il giorno dopo la semifinale di ritorno comparve il mio tweet nella pagina ufficiale di Facebook della Juventus, ero davvero felice.

In quale modo la Juventus ti ha comunicato la notizia?
Esattamente 2 giorni prima di partire, il 26 Maggio, ricevetti un messaggio privato su Twitter dalla Juventus dove mi veniva chiesto di fornire il mio numero di telefono per essere contattato per l’hastag #SeAndiamoInFinale. Subito glielo scrissi, e successivamente mi chiamarono spiegandomi il tutto.

La tua reazione alla notizia?
Quando mi venne comunicato il loro progetto rimasi incredulo. Non potevo credere che la Juventus stava dando a me la possibilità di vedere la finale. Ovviamente avrei dovuto sudarmelo quel biglietto, nel vero senso della parola. La mia risposta fu chiara e decisa fin dal principio: ASSOLUTAMENTE SI.

de marchiQuando è iniziato il tuo viaggio?
Più che viaggio si è trattata di una vera e propria avventura. E’ iniziato Giovedì 28 Maggio e si è concluso Venerdì 5 Giugno alle ore 14 alla Porta di Brandeburgo.

Ti eri preparato per affrontare questa dura prova?
Assolutamente no. Avendo ricevuto la chiamata 2 giorni prima di partire non ho avuto modo di prepararmi in alcun modo. Quindi questo deve far capire a tutti, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, che il tutto non era concordato, anzi. Mi sono ritenuto super fortunato per l’opportunità che mi si è presentata, ma ancor di più per il fatto che sono un ragazzo che ama fare sport. Non ero preparato, chiaramente, a fare tutti quei km in bici e a piedi, ma comunque avevo una piccola base di partenza.

Hai pensato di non farcela?
Certamente. C’è stata una mattina in cui le gambe erano pesanti e i muscoli durissimi. Temetti di dover abbandonare e rinunciare al tutto. Fortunatamente riuscii ad ottenere qualche ora di riposo e mi ripresi un po’, il giusto per riuscire ad arrivare al traguardo. E’ per questo episodio che invece di arrivare il 4 alla sera arrivammo il 5 dopo pranzo. Ma questo, come tante altre cose che ho vissuto, mi piacerebbe scriverle in un libro.

Questa esperienza come l’ hai vissuta?
All’ inizio ero spensierato, poi però ho iniziato a sentire la pressione delle persone che mi seguivano. Ovviamente i messaggi di affetto e supporto erano manna dal cielo nei momenti di estrema fatica. Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente tutti coloro che mi hanno scritto, anche un solo messaggio per farmi sentire la loro vicinanza. I messaggi negativi invece erano una pugnalata al cuore, soprattutto quelli che non credevano che io stessi compiendo davvero l’impresa, che leggevo proprio mentre stavo sudando o appena arrivato a destinazione con i dolori alle gambe. Poi però ho iniziato a non darci peso e a lasciare che questa gente parlasse, restando concentrato sull’obiettivo e sui messaggi di supporto di tutti gli altri.

demarchi caceresCi puoi raccontare le cose più belle del tuo viaggio? E le cose meno belle?
Le cose più belle sono state tante. Posso citare innanzitutto il contatto con Juventus, quando mi comunicarono il tutto. Poi il sostegno della gente che giorno dopo giorno si appassionava sempre di più a quello che stavo facendo. Ovviamente il momento migliore è stato l’arrivo, il coronamento del mio sogno e della mia impresa. Arrivare ed essere accolto da veri tifosi come me è stato incredibile. Soprattutto il fatto che la gente mi riconosceva mi ha fatto capire la dimensione che la mia storia aveva raggiunto. Non posso non condividere con voi il momento in cui incontrai Caceres il quale mi riconobbe e mi fece i complimenti, ancor prima che io gli chiedessi una foto assieme a lui.
Le cosa meno bella è stato il risultato della partita, ovviamente. Come tutti anch’io credevo e speravo che vincessimo. Purtroppo abbiamo affrontato una squadra fortissima, ma senza paura ce la siamo giocata alla grande.

Lo rifaresti?
ASSOLUTAMENTE SI. Non ho rimorsi o rimpianti riguardanti la mia scelta, lo rifarei altre mille volte.

Hai avuto la possibilità di conoscere la squadra?
Purtroppo no. Sono un ragazzo semplice e umile e nonostante avessi assunto una certa notorietà non ho mai preteso nulla. Inoltre avvicinarsi ai giocatori alla vigilia di una partita così importante era impossibile. Ho conosciuto tanti giocatori e personaggi noti che ho sempre visto a casa in tv.

de marchi 2Sei stato un Mito per tutti noi tifosi, è cambiato qualcosa nella tua vita?
Innanzitutto vi ringrazio per avermi contattato e per avermi dato la possibilità di raccontare la mia storia. La mia vita è un po’ cambiata perché vengo tutt’ora contattato da gente che scrive blog, e quindi ho a che fare con un mondo che non avrei mai immaginato potesse avere un contatto con me. Soprattutto lo scorso Mercoledì ho partecipato al programma JLand con il grande Marcello Chirico, facendo la mia prima apparizione in tv. C’è da ricordare anche le varie interviste in inglese rilasciate a BBC ed ESPN, e tante altre testate giornalistiche che hanno voluto interagire con me.

Ringrazio Nicolò De Marchi per la disponibilità nel rispondere alle mie domande, e a nome di tutta la Redazione di Juwelcome gli faccio i complimenti per questa grande impresa, un’ avventura straordinaria a tinte bianconere.

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2 Commenti Su "Nicolò De Marchi, l’ eroe di Berlino"

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PAOLA
Guest

DIRE BRAVO A QUESTO RAGAZZO SUPER GOBBO E’ RIDUTTIVO….FACCIA PULITA E ANIMO DA VERO TIFOSO …RAGAZZI PRENDETE SPUNTO LO SPORT DEVE ESSERE VISSUTO COSI SIA DA TIFOSI CHE DA ATLETI

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