Signor Allegri, vista l’ignobile prestazione che anche contro il Napoli Lei ed i suoi ci avete voluto generosamente elargire, evidentemente sarà il caso che mi ripetaComincio ad avallare pienamente la frase che il Suo ex Presidente pronunciò tempo fa su di Lei, e che ai tempi mi giunse come una ingiusta bestemmia, quindi ritengo sia arrivato il momento di tirare un’altra riga. Anzi, un altro solco. E francamente spero che sia l’ultimo.

Lei continua a non capire cosa sta facendo, a partire dagli obiettivi iniziali che si è (o non si è mai) preposto, limitandosi a nascondersi dietro laconiche richieste di pazienza da parte dei tifosi. Pazienza che è ormai terminata.

Lei continua a trasmettere rassegnazione ai suoi atleti, sta annullando quattro anni di trionfi, di orgoglio, di agonismo famelico e di autostima. In una sola frase, Lei sta togliendo Juventinità ai nostri ragazzi.

Lei continua a non conoscere i suoi giocatori, a giudicare dalla confusione e l’approssimazione che mette in campo e che riesce a dispensare agli stessi calciatori.

Lei continua a sbagliare sempre e ribadisco sempre le formazioni iniziali, salvo poi rimediare in corner (e mi perdoni se nomino uno dei suoi tanti tabù, Frosinone docet) nelle sostituzioni. E per questo sinora, è riuscito a mascherare appena parzialmente la sua debacle, anche perchè Lei regala quasi sempre almeno il primo tempo agli avversari.

Lei continua a non essere un motivatore di spogliatoio, perchè non riesce nemmeno a motivare sè stesso.

Lei continua sempre ad avere la stessa faccia in tutte le occasioni; lei non si incazza mai, e quando cerca di farlo risulta ai nostri occhi ancora più scarico, demotivato e grottesco.

Lei continua a non saper insegnare ai suoi giocatori i fondamentali sulle palle inattive, sia in attacco che in difesa. Lei continua a non saper insegnare le dinamiche e le priorità nella finalizzazione. Lei continua a non saper insegnare un altro mucchio di cose ai suoi ragazzi, tra le quali, in assoluto, la più importante è la consapevolezza di giocare nella e per la Juventus.

Lei nei momenti di difficoltà continua a pronunciare tanti di quei “Dai, dai, dai” che se li impilassimo uno sopra l’altro potremmo tranquillamente ridefinire il concetto di distanza siderale, ma sarebbe il viaggio più inutile del mondo, esattamente come i suoi “Dai, dai, dai“.

Lei è riuscito nel difficile intento di riempire il Sacro J. Stadium, una volta esclusivo ricettacolo di orgogliosa felicità, con bordate di giusti e sacrosanti fischi come non se ne sentivano dai tempi di altri rarissimi sciagurati allenatori che l’hanno preceduta, in altri stadi.

Signor Allegri, mi dia retta: dopo lo scempio che la “sua” (?) squadra ci ha fatto rivedere anche stasera, mediti seriamente di togliere il disturbo, ma di toglierlo per davvero, in maniera netta e definitiva. Non si aggrappi alla nobiltà di questa Società che Lei dovrebbe degnamente rappresentare sui campi d’Italia e d’Europa e che come ben sa, per via di questa stessa signorile prerogativa ben difficilmente prenderà una decisione a Suo sfavore, almeno in tempi brevi. Si tolga di mezzo prima che Lei stesso possa compromettere definitivamente quel che ha ereditato, e che rappresenta ciò che noi Tifosi più amiamo dopo la stessa famiglia: la nostra Grande Juve.

Signor Allegri, se non è in grado di assolvere da Juventino il compito che Le è stato assegnato (e temo proprio che Lei non lo sia), semplicemente SE NE VADA!

Con assai mutata stima,

Roberto Macchi

fonte immagine: www.chiamarsibomber.com

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