Dopo soli otto giorni dalla gara di andata vinta nettamente per 3-0 allo Stadium, la Juventus scende al Camp Nou, contro un’intera città. Alla vigilia, sulla sponda catalana, si sono sprecati i proclami su improbabili rimonte, su miracolosi avvenimenti che solo in quello stadio possono verificarsi. Ma tutto questo diventa praticamente impossibile, se devi affrontare semplicemente la difesa più forte del mondo. Perché oggi la Juventus la possiede. Una fase difensiva che non ha eguali, dove tutti partecipano, tutti si sacrificano, a volte anche snaturandosi, per il bene della squadra. Non so quante squadre siano uscite e usciranno in futuro dal Camp Nou, col proprio portiere che ha dovuto compiere un solo intervento, su un tiro cross di Iniesta, sul finire della gara.

La partenza è buonissima, col pressing alto che toglie respiro ai blaugrana. Ma dura poco. Il Barcellona, com’era previsto, inizia il suo giro palla e si stabilisce nella metà campo bianconera, ma in tutto il primo tempo l’unica vera occasione è un tiro di Messi che appena dentro l’area calcia a lato. La Juve con un minimo di lucidità avrebbe potuto far male in almeno tre occasioni, sprecate però da Higuain e Cuadrado.

Brutta, molto brutta la partita del Pipita, che ha perso quasi tutti i palloni in uscita, non permettendo quasi mai alla squadra di respirare.

Alla fine dei primi quarantacinque minuti, gran parte del lavoro sembra essere fatto.

Inizia la ripresa e il Barcellona ci prova ancora ma i minuti passano e anche gli spagnoli iniziano a perdere la fiducia. Una leggerezza di Alex Sandro costringe Khedira al fallo e al conseguente giallo che gli farà perdere l’andata delle semifinali. Ultimi minuti in cui gli schemi saltano e Luis Enrique spinge tutti i suoi all’assalto disperato che non produrrà nulla se non il tiro cross di Iniesta ribattuto da Buffon. Juve che invece spreca almeno tre occasioni per poter addirittura vincere la gara.

Le lacrime di Neymar a fine gara, consolato da Dani Alves, sembrano i titoli di coda di una bella storia, quella del Barcellona, che forse ieri sera, ha messo la parola fine, per una squadra che ha fatto la storia degli ultimi dieci anni, scrivendo pagine indelebili nel cuore degli amanti del calcio.

Ma da stasera, ad altre latitudini, si stanno scrivendo altre pagine, di una storia diversa, sperando di usare ancora inchiostro fino a Giugno.

Venerdì sapremo chi sarà il nostro prossimo contendente sulla strada per Cardiff. Ma oggi, con Barcellona e Bayern Monaco già a casa, c’è la consapevolezza che chiunque andremo ad affrontare, sarà alla nostra portata.

Ora più che mai, crediamoci, tutti insieme.

Le pagelle dei bianconeri:

Buffon 6. Una sola parata e una sola sbavatura su corner.

Dani Alves 5,5. Primo tempo brutto, spesso fuori posizione e un po’ troppo nervoso. Molto meglio nella ripresa anche se Neymar è quasi imprendibile.

Bonucci 7,5. Un leader certificato. Percentuale di errori vicina allo zero.

Chiellini 7,5. Non ha segnato, ma ha giocato una partita ancora migliore rispetto all’andata.

Alex Sandro 6. Stasera solo compiti di copertura e un errore che costa il giallo a Khedira.

Khedira 7. E’ il primo che va a prendere Messi. Si sfianca, si inserisce. Purtroppo salterà la prima semifinale per un errore non suo.

Pjanic 7,5. Probabilmente il migliore. Lucido, freddo, in mezzo a tante maglie avversarie. L’anno scorso con una maglia diversa uscì dallo stesso stadio con 6 gol sul groppone. Stavolta esce da imbattuto e qualificato. Differenze sostanziali.

Cuadrado 7. Il migliore del reparto offensivo. Se fosse stato un po’ più lucido, forse avremmo anche vinto (dall’84’ Lemina s.v.).

Mandzukic 6. Stasera si deve quasi esclusivamente sacrificare in copertura.

Dybala 6. Finchè resta in campo si da da fare, ma è una gara diversa rispetto ad una settimana fa (dal 75′ Barzagli 6 Partecipa ad alzare il muro nei minuti finali).

Higuain 5. Doveva essere la sua partita. Invece la “stecca”. Un paio di buone iniziative, per il resto perde un’infinità di palloni che costringono la squadra in apnea. Ha ancora almeno due partite per rifarsi….e lo farà (dall’88’ Lemina s.v.).

Allegri 7. Sapeva che sarebbe stata una serata difficile. Prepara la partita in modo quasi perfetto e nell’arco dei 180 minuti ha concesso solo due tiri in porta all’attacco più forte del pianeta. Se questo è un allenatore mediocre, chiudiamo tutto e dedichiamoci al minigolf.

Fonte immagine: ilredellabolletta.com

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